San Francesco d’Assisi sentì tutto il fascino e la bellezza della femminilità. In questo si stacca dalla parte buia della civiltà medievale che vedeva nella donna un essere soggetto all’uomo o un pericoloso stimolo alla tentazione.
Nella vita fu ostacolato dal padre e compreso dalla madre; ebbe una fervida amicizia con santa Chiara e con donna Jacopa dei Settesoli; scrisse dei versi per le clarisse e una preghiera per la vergine. Questa sua sensibilità si esprime nel Cantico delle creature, il suo capolavoro. Il poeta sente come cose vive le creature, le personifica e l dispone in regolare alternanza di maschile e femminile: Sole, Luna, Vento, Acqua, Fuoco, Terra. il santo-poeta riveste di aggettivi gli elementi naturali, che ne erano sostanzialmente privi nelle fonti bibliche cui Francesco guarda, e le caratterizza secondo una precisa polarità maschile-femminile:. Lo fa in modi che inducono a riflettere sulla questione del rapporto dei sessi, una questione di scottante attualità.
